Domenica sera, dopo un intenso e splendido weekend alla baita, siamo rientrati a casa e, come sempre, io e Martina abbiamo viaggiato con il solo collare, le decollete e il buttplug indosso.
Arrivati da Martina, lei ha indossato un lungo cappotto prima di uscire dall'auto, poi si è diretta verso il portone di casa. Io, invece, non ho avuto il permesso di rivestirmi in garage (come di consuetudine) e son rientrata in casa ancora nuda.
Non ero sazia, nonostante fossi ancora segnata su schiena, gambe e avessi i piedi lividi e doloranti nei miei tacchi da 11 cm, arrivati in camera da letto, iniziai a stuzzicare Mauro, nel tentativo di coinvolgerlo in qualche altro giochetto.
"Signore, sono stata molto cattiva… merito una severa sculacciata!" gli dissi mentre gli slacciavo la cravatta con una mano e gli mettevo l'altra nei pantaloni…
Non fu difficile: nel giro di pochi minuti ero sulle sue ginocchia, ancora con il plug, guinzaglio e scarpe a prendere le mie meritate sculacciate.
Non mi sculacciava forte, ma di certo non si può dire fossero carezze quelle che dopo qualche minuto iniziarono a mettere alla prova la mia resistenza, nonostante fossi eccitatissima.
Iniziai ad urlare ad ogni colpo e non per "far scena", ma proprio perché più andava avanti, più il mio sedere arrossato mi faceva male.
"AAAHI AAAHI" gridavo, ma poi completamente nel mood finivo per aggiungere frasi per provocarlo tipo "sono stata una bambina cattiva, aaahi, aaahi, basta, basta, sarò bravaaa sarò bravaaa".
Era un gioco, non era una punizione, ma il dolore era vero e penetrante e continuavo ad alternare urla di dolore a provocazioni purché continuasse.
Quando smise di sculacciarmi, ero quasi delusa, eppure non era stata una sculacciata di pochi secondi. "Va a prendere del ghiaccio e torna qui" mi disse passando una sua mano sul mio sesso
"Prendo anche dello champagne!" gli dissi, andando via e ammiccando.
La casa era buia e silenziosa. Andai in cucina, accesi la luce e iniziai a prendere dal freezer il ghiaccio e frugai un po' per trovarlo; avevo sbadatamente ricoperto i sacchetti con altre cose. Quando li trovai, andai per girarmi e mi trovai di fronte a un giovane in boxer. Era alto e decisamente in forma; non mi spaventai: era palese che non fosse un intruso, ma un ospite di Ana.
Non mi scomposi, rimasi quasi indifferente al fatto che ero completamente nuda, che mentre ero piegata a prendere il ghiaccio avrà avuto sicuramente la possibilità di intravedere il plug e non solo e per di più, visto il silenzio tombale in casa, avrà udito ogni cosa accaduta nella stanza da letto, tra l'altro rimasta con la porta aperta tutto il tempo, perché a tutto avevamo pensato fuorché ricordarci che in casa non fossimo soli.
"E tu chi sei?" gli chiesi guardandolo negli occhi
"Un amico di Ana", rispose lui, imbarazzato, ma meno di quanto mi aspettassi.
Presi dal frigo 2 bottiglie di Champagne, gliene posi una e, voltandomi disinvoltamente per tornare in camera, gli dissi: "Prendi due bicchieri in quel mobile e andate a spassarvela", poi, ponendo un dito sulla bocca e strizzandogli l'occhio, tornai in camera, certa che non avrebbe mai staccato lo sguardo dal mio sedere fino a che avessi girato l'angolo del corridoio.
Non dissi nulla a Mauro, che nel frattempo aveva deciso di legarmi al letto e continuare a giocare con me. Ci divertimmo ancora e non contenni i gemiti.
La mattina, assolutamente impossibilitata ad andare a nuotare, indossai uno spolverino lungo di pizzo e andai a fare colazione. Mio marito si unì a me e dopo qualche minuto arrivarono anche i due
giovani. Facemmo finta di nulla, facemmo le presentazioni, poi rimasi un po' lì a godermi la scena di Ivan più a disagio rispetto alla notte passata, finché non andai a vestirmi per andare dalla Contessa.
I weekend sono sempre i miei giorni preferiti.
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Rosy
Ciao Arturo. nonostante vorrei poterti dire che sono stata un angioletto dall'ultimo racconto, ti confesso che non ho trovato il tempo di poter pubblicare nuovi racconti recenti, ma confido di dedicarmici quanto prima.
Arturo
Ciao Rosy. Come vanno le cose? Gli ultimi racconti erano molto promettenti, ci sono stati sviluppi?
Ugo
Questo fine settimana pasquale, lo hai trascorso a casa o alla baita?
Rosy
Ciao Ugo, le sessioni alla baita sono molto molto personali, spesso andiamo un po' oltre i limiti di quel che sento di voler pubblicare online. Inoltre, in molti casi, alcuni iter sono molto comuni in molte sessioni e sembrerebbero a primo impatto di leggere racconti troppo simili. Le emozioni che si provano, non so se sono capace di trasmetterle quanto sento. Ad ogni modo ogni tanto ne racconterò qualcuna, prometto!
Ugo
Ciao Rosy, il racconto alla baita non lo pubblichi?
