Sculacciate che non vorrei mai ricevere

Sculacciate che non vorrei mai ricevere. Situazioni e momenti in cui mi sento fortemente a disagio

Pubblicato da Rosy - 2026-05-25 08:44:44
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Quando mio marito mi sculaccia o mi mette in punizione, io accetto remissivamente e anche potendo scegliere di non piegarmi (non solo fisicamente) a certe condizioni non faccio storie.
In questi anni ho ricevuto un bel po' di sculacciate e punizioni varie, qualche volta davvero meritate, altre volte addirittura ricercate attraverso un accurato comportamento da monella dispettosa. Ho ricevuto punizioni da estranei e in presenza di altre persone venendo investita da una maestosa onda di umiliazione, ma ho sempre accettato senza ribellarmi.
Ho scelto di servire mio marito e di accondiscendere ad ogni suo desiderio. La cosa mi appaga, mi fa sentire desiderata, voluta e coperta di attenzioni.
Nonostante ciò, ci sono occasioni in cui essere messa sulle ginocchia mi mortifica profondamente l'animo .

Ieri sera ho ricevuto una di quelle punizioni, in una di quelle situazioni che proprio non vorrei che accadessero mai. Ero a casa a fare esercizi a corpo libero in camera da letto, ascoltavo musica con la tv accesa mentre Mauro era in bagno a far la doccia, quando ad un certo punto è entrato in camera con i soli pantaloni indosso ancora visibilmente bagnato e ha iniziato a sgridarmi
"Possibile che non senta che suonano alla porta? Il cellulare, chissà dove l'hai messo, e sono dovuto andare io di fretta e furia!"
"Scusa amore, non ho proprio sentito... mi sto allenando, non vedi" dissi un po' piccata; la risposta non piacque a Mauro e mi assestò uno sculaccione forte che attraverso i leggings percepii come fossi senza "non permetterti di rispondere in questo modo, ora presto va a preparati e vieni di la" mi disse "ahi" urlai allo sculaccione ricevuto, poi replicai "quando avrò finito qui, verrò di la".
"Rosaria, ora prendi una di quelle sculacciate, che le ricordi per un bel po'" mi disse severo mentre mi tirava a sé sulle ginocchia sedendosi sull'angolo del letto "Nooo, non voglio..." replicai, ma mentre mi lamentavo timidamente, mi tirò giù il leggings e gli slip e iniziò a sculacciarmi continuando a sgridarmi.
Erano settimane che non ricevevo una sculacciata o una punizione, mi stavo solo allenando e in fondo non avevo fatto niente di male, non pensavo di meritare una punizione tanto severa, ma Mauro continuò a sculacciarmi e a sgridarmi "Dai amore basta" mi lamentavo e mi contorcevo con i leggings poco sotto il sedere stretti a impedirmi i movimenti, ma come sempre, più mi lamentavo e più le sculacciate di Mauro piovevano incessanti. Mentre mi sculacciava, mi stringevo forte al copriletto, facendomi forza, sentivo il dolore intensificarsi sempre di più e il desiderio che finisse il prima possibile; non potevo non urlare di dolore "ahi, ahi, basta, ti prego, ahi, ahi", pur sapendo che Mauro non si lascia impietosire dalle mie suppliche.
Mentre con la mano sinistra mi cingeva la vita per tenermi ben stesa sulle sue ginocchia, con la destra continuava a sculacciarmi senza pause, colpendo ripetutamente l'intera superficie del sedere o a volte per 4-5 colpi consecutivi un solo lato, facendomi stringere i denti fortissimo per sopportare il dolore.
"amore basta, basta, non resisto più, bastaaa" gli urlavo a perdifiato invano. 
"Sai bene che quando ti comporti da ragazzina viziata..."
SMACK, SMACK, SMACK
"meriti una bella sculacciata senza se e senza ma"
SMACK, SMACK, SMACK
continuava a sculacciarmi e a sgridarmi
"Non tollero..."
SMACK, SMACK, SMACK
"questi comportamenti"
SMACK, SMACK, SMACK
"Impertinenti"
SMACK, SMACK, SMACK
"Aaaahia, aaaahia, non lo faccio più, daaai bastaaaa" gli gridavo, ma intensificando gli sculaccioni a mano aperta continuava a redarguirmi
"Dovevi pensarci prima"
SMACK, SMACK, SMACK
...
Sono stati 2, forse 3 minuti di intenso dolore e frustrazione...

Ricevuta una sonora lezione, mi fece rialzare: "Ora vai di là e scusati con tua sorella, poi vai a fare la doccia, ci penso io a preparare la cena." Caddi dalle nuvole! Avevo completamente perso il focus sul motivo per cui Mauro era stato costretto ad uscire dalla doccia e a rivestirsi in fretta e furia; del resto mi aveva detto che stavano suonando alla porta! Ero tanto distratta e assorta e, a dirla tutta, infastidita, che Mauro se la stesse prendendo tanto con me, interrompendo il mio allenamento, che non badai al quadro generale. Avevo inoltre completamente dimenticato che Laura sarebbe venuta a casa da noi, per questo non avevo ancora organizzato nulla.
Ero arrabbiata, però ho risposto di nuovo male: "C'è Laura in casa, e dove? E mi hai sculacciata con lei qui?" dissi indispettita, questa volta bisbigliando a denti stretti...
Mauro sa quanto sia riluttante ad esternare certe faccende personali con la mia famiglia. È vero che proprio con Laura ha un trascorso disciplinare, ma io in famiglia son sempre stata la sorella maggiore, la sorella imperturbabile e non ero propensa a mostrare alcuna fragilità nei confronti di Laura.

Tirai su i leggings e provando a ricompormi, andai da lei in sala ad attenderci. Mauro però non aveva considerato sufficiente la sculacciata, così, seguendomi, si avvicinò mentre abbracciavo mia sorella: "Laura, scusa l'attesa", disse, guardandola, poi, rivolgendosi a me: "Con te non avevo finito, tira giù i leggings e vai a metterti all'angolo!"
Li diventai viola come un peperone, mi girai verso di lui di scatto con disappunto, ma non ebbi il tempo di trasmettere il mio messaggio che lui incalzò: "Ti metto sulle ginocchia e ti sculaccio di nuovo se non obbedisci!"
Non volevo essere sculacciata di fronte a mia sorella, non volevo neanche mettermi in castigo, di fronte a mia sorella, ma tra i due mali, scelsi quello minore, così chinai il capo e mi andai a mettere all'angolo.
"Giù i leggings, mani sulla testa e naso aderente alla parete", mi sgridò. 
Piangendo, feci come mi aveva chiesto e rimasi in castigo in silenzio. Sentivo il sedere in fiamme, come se avessi preso il sole di mezzogiorno ad agosto senza protezione solare per ore...
"Vado a fare la doccia! Non azzardarti a muoverti da lì che prendi tante di quelle sculacciate, che non ti siedi per una settimana."
Non dissi nulla, Laura restò in disparte e sedendosi sul divano, mentre Mauro entrava in bagno disse
"Certo che Mauro è proprio severo!"
Mi tirai su i leggings e, avvicinandomi a Laura, "Hai visto, qualche volta anche tua sorella viene messa in castigo, lo avresti mai immaginato?"
Laura, abbracciandomi, rispose: "A dire il vero… conoscendo Mauro…", lasciandomi intendere che se lo aspettava e come.
"Non è meglio che torni nell'angolo? Io vado fuori a fare qualche telefonata, nel frattempo che Mauro torni e ti permetta di rivestirti", mi suggerì ed io, ringraziandola, tornai in castigo davvero di cattivo umore e controvoglia. Non che quando mi chiede di andare in castigo ci vada con piacere, ma in certe situazioni non riesco neanche a riflettere sul motivo per cui sono in castigo, penso solo all'attesa e al fastidio.
Mi rimisi in posizione e tirai di nuovo giù lo slip alle caviglie quando Laura, ancora in casa, esclamò "Oh mamma, quanto è rosso!" facendomi sentire tanto in imbarazzo che non aggiunsi nulla. Restai in castigo sperando che Mauro non si rendesse conto che per qualche minuto mi ero messa a parlare con Laura e attesi in silenzio.

Laura resterà con noi fino a giovedì; è tornata giusto per stare un po' vicina ai nostri genitori ed è venuta a stare da noi per qualche giorno. Abbiamo trascorso una serata tranquilla una volta calmate le acque, ma mi sono sentita in imbarazzo e anche ora che sto raccontando ho una sensazione di fastidio che non avrei voluto provare.

Dopo aver cenato, sistemai la cucina, mentre Mauro era già a letto ad aspettarmi, poi son andata a far la doccia. Allo specchio notai che nonostante fossero passate un po' di ore, avevo il sedere ancora lontano dall'essere del colore naturale. Uscendo vidi Laura che entrava in camera e ci augurammo la buonanotte, poi entrai in camera da letto ancora seminuda, con solo gli slip, intenta a cercare un po' di crema emolliente per poi andare a letto, quando Mauro, scendendo dal letto
"Lo so che oggi non hai rispettato il castigo mentre ero in bagno." Sentii il sangue gelare, ma confessai: "Sì, amore, ho parlato qualche minuto con mia sorella." Nel frattempo mi resi conto che mio marito stava prendendo la spessa cintura di cuoio dal cassetto e questa volta, senza oppormi, iniziai già a sfilare l'unico indumento che avevo indosso, attendendo che mi desse istruzioni.
"Non ho voluto punirti di fronte a Laura, ma non posso soprassedere alla tua disobbedienza", mi disse con tono pacato, ma severo. "Prenderai 50 cinghiate e voglio che le conti ad alta voce ripetendo il numero e - merito questa punizione -".
Con tono basso, quasi a volerlo dire nei miei pensieri, tirai fuori "sentirà tutto!". "Dovevi pensarci prima", rispose, "ora inginocchiati avanti al letto e stenditi in avanti con i gomiti appoggiati al letto". Eseguii
Era una punizione e voleva essere un monito. La prima frustata giunse pochi secondi dopo, riecheggiando in tutta la silenziosissima casa, fugando ogni dubbio, su chi potesse ascoltare, sull'origine del suono immediatamente. Mi frustò così forte che anche la cintura, che generalmente è lo strumento che riesco a sopportare di più, al primo colpo, mi fece provare un dolore lancinante. "Unooo, merito questa punizione", dissi a voce alta stringendo forte il copriletto, come già accaduto poche ore prima.
Attese ancora qualche secondo, per sferrare la seconda frustata, sempre fortissimo, e lo capii vedendo quanto Mauro mettesse energia osservando i suoi movimenti dal lungo specchio ovale di fianco al letto.
Nel mio cuore avevo capito perché avesse scelto la cintura, non voleva solo imprimere bene il messaggio, ma voleva proprio che anche Laura sentisse nitidamente. Avrebbe potuto usare il nerbo di bue o il cane in carbonio, ma forse con le porte chiuse non avrebbe sortito l'effetto desiderato. Conosco bene Mauro e la scelta era precisa. Sapeva che pur di mitigare ogni rumore avrei soppresso ogni urlo in gola. Così non c'era via di scampo; oltre al dolore, voleva che provassi il forte senso di imbarazzo che tuttora mi pervade.
Riecheggiò il secondo colpo... "Due, merito questa punizione", dissi a voce alta con gli occhi colmi di lacrime.
Prendeva tempo tra una sculacciata e l'altra e maggiore era l'attesa, più temevo l'arrivo della frustata successiva. Dopo 30 cinghiate avevo così paura del colpo successivo che quasi tremavo, dal quarantesimo in poi rischiai di non trattenere più la vescica incappando chi sa in quale altra punizione, ma resistii. Arrivò l'ultima frustata. Avevo così male al sedere e gli occhi così pieni di lacrime da non distinguere più le forme. Mauro ripose la cintura e, rimettendosi a letto, mi disse: "Ora vai in punizione all'angolo e non ti muovere finché non ti do il permesso", per poi prendere un libro e iniziare a leggere.
Anche questa volta, mentre ero in castigo, faccia al muro, con gli occhi chiusi e colmi di lacrime, non riuscii a focalizzare il motivo per cui ero stata sculacciata nuovamente, provavo solo fastidio per l'imbarazzo nei confronti di mia sorella e rabbia...
Quando mi fu permesso, mi misi a letto a pancia in giù e con la testa fra i cuscini ho pianto, fino ad addormentarmi.

Questa mattina appena sveglia, dopo pochissime ore di sonno, sono andata a guardare il mio fondoschiena e, come immaginavo, non era presentabile per andare in piscina. Ho fatto colazione mentre mio marito si preparava, poi l'ho baciato mentre usciva di casa e sono andata a cambiarmi per andare a correre.
Laura intanto si era svegliata, ci guardammo negli occhi
"Buongiorno Ro", "Buongiorno La", ci dicemmo, poi avvicinatasi a me Laura "Come ha capito che non eri rimasta in castigo?", "Hai sentito tutto, vero? "E come avrei potuto non sentire? Le ho contate con te fin quando non ha smesso. Fa ancora tanto male?" 
Non avrei voluto affrontare il discorso con Laura, avrei sperato che glissasse l'argomento, conscia che aveva comunque sentito tutto, ma speranzosa che tutto sfumasse come una bolla di sapone.
"Ha notato che non avevo i leggings fino alle caviglie quando mi aveva lasciata in castigo e al ritorno invece io le avevo tirate tutte giù, senza riflettere" non volevo raccontarle della disciplina domestica e tutte le regole a cui mi sottopongo, cosi le ho solo detto, un po' come disse lei a me tempo fa "qualche volta Mauro è un po' severo, ma fa bene, cosi non ci annoiamo mai", sorridendole e strizzandole l'occhio, per farle intendere che non avevo nulla in contrario con quanto accaduto.
Lei però questa volta, evidentemente spinta dagli avvenimenti recenti, aveva più voglia di parlarne di quanto non fosse interessata quando le parlai io a parti invertite, capii che forse aveva bisogno di parlarne, ma provavo troppo imbarazzo
"Quando Mauro è stato severo con me, rimasi in silenzio per ore a pensare. Volevo dirtelo, ma mi vergognavo. Ho sempre pensato che tu fossi fortunata, perché è sempre presente e si preoccupa per te, non so come avrei fatto qualche anno fa se non gli avessi permesso di mettermi in riga. Gli sono molto riconoscente, poteva farsi da parte, ma fu per me motivante. Grazie a lui ho fatto il college e vivo in America".
Continuammo a parlare un po', poi siamo andate a correre insieme. Lei è fisicamente molto in forma, ma io da quando ho ripreso il nuoto, la danza e gli allenamenti in casa, potrei andare alle Olimpiadi! Rientrate in casa dopo 1 ora di corsa, mi son fatta la doccia, mi son vestita per uscire e son venuta dalla Contessa a lavorare in camera mia, ma prima ho avuto il bisogno di raccontare questo episodio.


Come sempre, tutto è avvenuto nel rispetto dei sani principi descritti nella pagina Etica e Sicurezza

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Rosy

leggi il precedente Claudio https://disciplinadomestica.eu/p/una-scoperta-inattesa

claudio

adesso anche tua sorella troverà tutti i modi per sculacciarti

Rosy

Oh, si confidavo di aggiungerlo il link nel racconto ma poi mi son distratta. Eccolo qui https://disciplinadomestica.eu/p/una-scoperta-inattesa

Roberto

Ciao Rosy, qui parli di un trascorso disciplinare di Laura con Mauro, lo hai raccontato sul blog?

Rosy

Ciao Gianluca, Ana è in Albania dai suoi, torna a Giugno. Non ho scritto molto ultimamente, perchè non siamo stati neanche alla baita, un lungo periodo quasi da "vanilla" (quasi...)

Gianluca

Ciao Rosy, non scrivevi da tanto tempo ed è bello rileggerti. Se posso fare una domanda, dove stava Ana ieri?

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